domenica 16 marzo 2014

Dolci di San Giuseppe


Si avvicina la festa di San Giuseppe, la festa dei papà, una ricorrenza che anticamente "serviva" per salutare l'inverno e accogliere la primavera. Stranamente (!!!) mi sono venute in mente le famose "zeppole"... e poi mi sono chiesta: ma, il resto degli italiani, con quale dolce festeggia il proprio paparino? E dopo una ricerca attenta, dolorosa (causa dieta) e bavosa (causa acquolina) ho scoperto (e preferito) le frittelle di riso di San Giuseppe che si preparano in Toscana e in Umbria. Le frittelle sono citate, nientepopodimenocché, nel “Libro de arte coquinaria” di Maestro Martino de' Rossi nel Cap. V, del tardo Medievo, periodo che amo e di cui vorrei sperimentare la cucina.


Quindi, signore e signori, ecco a Voi... le frittelle di riso!

Cuocete 500 gr di riso (non cominciate a chiedere quale riso...quello che volete voi!) con 1/4 l di latte, acqua q.b (come mi piace cubbì!!) e una stecca di vaniglia (incisa, per far uscire i semi). Togliete la stecca e fate raffreddare in una ciotola. Aggiungete 3 uova (sì, intere, ho detto uova!!), un bicchierino di rum (o di rhum), 2 cucchiai di farina, 110 gr di zucchero (se scegliete quello di canna solo 100 gr), uvetta a piacere, canditi di agrumi a piacere (sì, esistono anche canditi che non sono fatti con gli agrumi, i canditi di zucca, ad esempio), 1 bustina di lievito per dolci e un pizzico di sale. Fate riposare almeno un'ora e poi friggete il composto a cucchiaiate. Scolate bene e cospargete di zucchero a velo. (Lì dice che sono buone anche fredde ma, secondo me, i cibi fritti devono essere strafog... ehm, assaporati.. caldi e poi, visto che la Toscana è distante, io ci metterei anche una bustina di vanillina...).

Auguri a tutti i papà!



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